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Podere Spedalone…

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Agriturismo Podere Spedalone

Podere Spedalone non è un semplice agriturismo, è il TUO agriturismo, è un luogo dove ti sentirai come a casa, circondato da splendidi paesaggi, coccolato da una cucina sana e caratteristica ma soprattutto pieno di amici e fantastiche persone come te.

Da sempre abbiamo cercato di coniugare insieme la privacy che tutte le persone cercano con la convivialità che ci contraddistingue.

Podere Spedalone è circondato da ampi spazi verdi dove trascorrere giornate riposanti e rilassanti, la piscina è libera per tutto i nostri ospiti e il nostro ristorante ti sorprenderà ogni giorno con nuovi piatti rigorosamente cucinati con ingredienti locali e selezionati.

Ma quello che viene apprezzato di più dai nostri ospiti è la convivialità lo stare insieme in tavoli comuni conoscendo sempre persone e amici nuovi.

La Storia del Podere Spedalone

I Romani..Carlo Magno..I Longobardi..I Monaci Benedettini..I Monaci Olivetani..I Pellegrini Medievali…

Stiamo appena iniziando le nostre scoperte sul passato di Spedalone…

I ROMANI… Dalle nostre ricerche fino ad oggi, pensiamo che Spedalone nasce come insediamento romano, intorno al 600 dC. Già a quell’epoca Spedalone era una comunità contadina (negli scavi intrapresi per restaurare la masseria sono stati rinvenuti alcuni frammenti romani in vetro e laterizio).

La parte più antica esistente della masseria risale al 600 – 700 d.C. circa. Molto probabilmente era una torre di avvistamento.

CARLOMAGNO… L’ala nord, o “superiore”, risale al periodo carolingio (800-850). Nell’813, mentre tornava a casa in Francia dall’incoronazione papale a Roma, Carlo Magno si accampò con il suo esercito nella vicina piana di Castelnuovo dell’Abate. Lì, il suo esercito si ammalò. Durante la notte ebbe una visione che gli suggeriva un infuso di erbe locali che avrebbe curato i suoi compagni.

Testimonianze di tale infusione si trovano nelle erbe che crescono sulle pareti di Spedalone. Grazie all’infusione, gli uomini di Carlo Magno si ripresero e, per riconoscenza, ordinò la costruzione dell’Abbazia di Sant’Antimo, oggi retta dai monaci di Caen, in Normandia.

I PELLEGRINI… In quel periodo Spedalone fungeva da “Hospitalis Sancti Benedicti”, o punto di ristoro, sulle vie, dette “Francigene”, per i pellegrini che dalla Francia e dal Nord Europa si dirigevano verso Roma.

All’epoca c’erano tre grandi mete di pellegrinaggio: Roma, Gerusalemme e Santiago de Compostela. Spedalone sorgeva lungo una strada proveniente da Buonconvento, che si diramava in una direzione verso la Val di Chiana, oltrepassando Podere Camprena, Santà Ambrogio e Palazzo Massaini, e nell’altra verso la Via Cassia, Podere Spissa, Pienza, Spedaletto e poi verso Roma.

I BENEDETTINI… Nel 1225 Spedalone sarebbe ancora attivo come “Hospitalis Sancti Benedicti”, gestito da monaci benedettini (vedi Maroni). Era ormai una struttura difensiva, con alte mura (oggi in parte interrate), probabilmente impenetrabile.

GLI OLIVETANI… Nel 1381 l’ordine monastico dell’Abbazia di Monte Oliveto iniziò la ricostruzione del Monastero di Sant’Anna in Camprena sulle rovine di un vecchio eremo, e iniziò ad acquistare le terre intorno al monastero (Vedi Libro delle Stime) .

Nel 1457 il Monastero di Sant’Anna in Camprena fu ereditato da Fra Tomaso Ragnoni di Ragnuzzo, insieme a Podere Poggio Ragnuzzi e Podere Spedalone.

In questo periodo furono ricostruiti i due poderi Salvadominici e Spedalone e sulla torre dell’ala superiore dello Spedalone furono aggiunti un frantoio e un deposito dell’olio.

Nello stesso periodo furono realizzati i terrazzi in muretto a secco di Spedalone e sui terrazzi fu impiantato l’uliveto.

Si possono ancora vedere nella parte dell’oliveto sotto la strada terrazzamenti con muretti a secco a forma di mezzaluna – di questi oggi ne rimangono pochissimi in Toscana. (Elencato nei contratti di locazione nella copia del Libro delle Stime).

Lo Spedalone fu nuovamente ristrutturato nel 1850 con l’aggiunta della loggia e del grande forno a legna nell’ala “inferiore”.

Fino al 1960 circa, nella fattoria vivevano tre famiglie, in tutto circa 45 persone: due famiglie vivevano nell’ala inferiore e una nell’ala superiore. Hanno coltivato la terra sui circa 160 ettari della fattoria, gran parte dei quali è rimasta foresta. L’intero piano terra del fabbricato agricolo ospitava gli animali, tra cui buoi da lavoro, pecore e cavalli.

Dal 1961 al 1970 Graziano Mesina pascolava in azienda il suo gregge di 3000 pecore.

Da allora fino ad oggi il podere è stato utilizzato saltuariamente per incontri mondani, ma non è mai stato abbandonato.

Dal 2005 al 2006 la proprietà è stata restaurata con cura e trasformata in un agriturismo di prima classe mantenendo la storia della proprietà.

Dal 2006 al 2012 Podere Spedalone è stato aperto come agriturismo di prim’ordine.

Dal 2012 al 2022 Podere Spedalone è stato affittato e gestito da Alessandro Capitoni, un esperto locale di ospitalità e agricoltura che ha continuato e fatto crescere con successo l’azienda agricola e l’hotel costruendo un marchio forte per gli unici e deliziosi oli d’oliva, zafferano, miele, pane e pasta di Podere Spedalone , e carni.

Dal 2023 l’azienda agricola e l’hotel è gestito dai proprietari con un nuovo team di talentuosi esperti in agricoltura, ospitalità di lusso, cibi e vini naturali.

Bibliografia:

Spedalone è citato in “Le prime comunità cristiane e le vie romane per Siena, Arezzo e Chiusi”, Alfredo Maroni, 1990, pp. 78, 81.

Vedi anche, Libro delle Stime dal 1500 al 1800.

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